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REMO – Un manifesto per il monitoraggio civico dei fondi per l’ambiente

Al via le adesioni a REMO-REte di MOnitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente.

Il testo del manifesto chiama a raccolta le realtà della società civile italiana per impegnarsi a favore della partecipazione e della trasparenza nella partita cruciale del buon utilizzo delle risorse comunitarie.

Un manifesto programmatico e una chiamata all’azione rivolta alle organizzazioni e alle realtà della società civile italiana per fare rete, condividere saperi e competenze, promuovere sui territori iniziative di monitoraggio civico e avanzare proposte e rivendicazioni per migliorare la partecipazione pubblica e la trasparenza istituzionale sulla programmazione e l’utilizzo dei fondi comunitari per l’ambiente, la sostenibilità e la transizione ecologica. 

È questo l’obiettivo di REMO-REte di MOnitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente, nata nell’ambito delle iniziative promosse dall’omonimo progetto realizzato da Lunaria e Monithon

Per aderire a REMO è sufficiente inviare una email all’indirizzo retemonitoraggiocivico@lunaria.org, specificando il nome della propria organizzazione, gruppo, rete di appartenenza, e indicando le motivazioni alla base della propria adesione.

Qui di seguito il testo del manifesto di REMO, che vede tra i primi firmatari Sbilanciamoci!, Alleanza Mobilità Dolce, Cittadinanzattiva, Kyoto Club, Fridays for Future Italia.

 

REMO-REte di MOnitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente: il manifesto

Di fronte ai drammatici effetti del cambiamento climatico, la decarbonizzazione dell’economia e la transizione verso modelli di produzione, consumo e scambio ecologicamente e socialmente sostenibili rappresentano traguardi ineludibili da raggiungere con urgenza. Con il Green Deal lanciato a dicembre 2020 dalla Commissione Europea presieduta da Ursula von der Leyen, l’Europa si è formalmente impegnata a diventare entro il 2050 il primo continente neutrale dal punto di vista climatico, cambiando il modo in cui «trattiamo la natura, produciamo, consumiamo, viviamo, lavoriamo, mangiamo, ci riscaldiamo, ci spostiamo».

Ai fondi residui della Politica di Coesione comunitaria 2014-2020, già dai prossimi mesi si stanno per sommare in Italia le risorse della nuova programmazione 2021-2027 relative all’Obiettivo di Policy 2 “Un’Europa più verde”, insieme a quelle del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, del programma supplementare REACT EU, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con la sua Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”. Si tratta di decine di miliardi di euro nei prossimi sette anni destinati a finanziare interventi cruciali sul piano ambientale: dalla mobilità sostenibile alla prevenzione e mitigazione del dissesto idrogeologico e dei cambiamenti climatici, dalla tutela della biodiversità alla valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico, dalla transizione energetica al miglioramento della qualità del servizio idrico integrato e della gestione del ciclo dei rifiuti, alla promozione dell’economia circolare.

A fronte della disponibilità di questa mole di risorse comunitarie, è di fondamentale importanza realizzare un’azione di monitoraggio da parte delle cittadine e dei cittadini quanto più sistematica e incisiva possibile sulla loro destinazione e il loro utilizzo: dalla fase di programmazione a quella di verifica “sul campo” dell’andamento e dell’implementazione dei progetti, delle opere e degli interventi finanziati, fino alla valutazione del loro impatto sui beneficiari nei territori e alla restituzione dei risultati attraverso un dialogo strutturato, inclusivo e paritario con le istituzioni pubbliche e i decisori interessati.

Le realtà della società civile italiana possono offrire un contributo decisivo nella promozione del monitoraggio civico ambientale, a partire dal loro patrimonio di idee, pratiche e conoscenze, dal loro capillare insediamento nel paese e la loro capacità di presidiare i territori intercettandone i bisogni e traducendoli in percorsi di aggregazione e mobilitazione volti al miglioramento del benessere e della qualità della vita delle persone. 

Il monitoraggio civico sulle scelte, le risorse e gli interventi in tema di sostenibilità ambientale e transizione ecologica può essere una leva innovativa e determinante sia per migliorare e accrescere la trasparenza e l’accountability istituzionale, sia per stimolare la partecipazione pubblica e diffondere informazione, consapevolezza e competenze sui tanti problemi e nodi irrisolti che affliggono i nostri territori, dal dissesto idrogeologico all’inquinamento delle acque, dell’aria e del suolo, dalla mobilità alla gestione del ciclo dei rifiuti e alle sfide dell’economia circolare.

Come organizzazioni e reti della società civile italiana firmatarie di questo manifesto – da sempre impegnate a favore dell’ambiente, della sostenibilità, della trasparenza e della partecipazione – ci sentiamo chiamate direttamente in causa nella sfida del monitoraggio civico. Per questo, consapevoli che la pratica dell’obiettivo, l’impegno collettivo e la condivisione di intenti e intelligenze siano le chiavi di volta per affrontarla al meglio, diamo vita a REMO – REte di MOnitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente.

Alla vigilia dell’avvio della nuova Politica di Coesione europea 2021-2027 e degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel nostro Paese, auspichiamo che il monitoraggio civico trovi adeguato spazio e riconoscimento a tutti i livelli di governance, da quello comunitario a quello locale.

 

In particolare, con REMO chiediamo di:

  • Richiamare esplicitamente il monitoraggio civico come buona pratica da sostenere e valorizzare nei testi, nelle disposizioni e nei regolamenti che disciplinano l’utilizzo dei fondi comunitari per l’ambiente, la sostenibilità e la transizione ecologica.
  • Assicurare che la cittadinanza organizzata partecipi attivamente alle scelte di programmazione delle risorse e dei fondi ambientali, e che tali scelte siano compiute sulla base dei risultati dei monitoraggi civici di interventi già conclusi, del coinvolgimento delle comunità locali e degli esperti, della sistematica valutazione della loro efficacia dal punto di vista dei beneficiari finali.
  • Garantire un presidio efficace sulla realizzazione delle opere grazie alla disponibilità di informazioni tempestive e aggiornate, pubblicate secondo il paradigma dell’open data, corredate da metadati per la loro corretta interpretazione e accessibili tramite Application Programming Interfaces (APIs), così come avviene già oggi nel caso del portale governativo OpenCoesione.
  • Promuovere e istituzionalizzare processi di deliberazione pubblica centrati su un dialogo informato, paritario e strutturato tra le comunità territoriali e nazionali, le amministrazioni pubbliche a tutti i livelli di governo (dal livello europeo a quello locale) e i soggetti pubblici e privati responsabili dell’attuazione dei progetti e degli interventi ambientali oggetto di monitoraggio.
  • Avviare a livello nazionale una serie di sperimentazioni di monitoraggio civico ambientale individuando alcuni progetti pilota – a partire, ad esempio, da Città Metropolitane, città medie, aree interne e borghi – da diffondere e replicare, dopo un’opportuna valutazione sul loro esito, in altre realtà territoriali italiane.

 

Con REMO ci impegniamo a:

  • Scambiare, condividere e migliorare – anche alla luce delle esperienze e delle proposte delle associazioni e dei movimenti ambientalisti – i metodi e gli strumenti del monitoraggio civico a partire, ad esempio, da quelli sviluppati nel progetto “Una rete nazionale di monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile” e da quelli maturati nelle esperienze in corso sugli Integrity Pacts o sulla ricostruzione trasparente partecipata dopo il sisma del 2016 nel Centro Italia.
  • Mettere le nostre competenze e la nostra esperienza a disposizione di tutti coloro i quali – associazioni, gruppi civici, reti e movimenti sociali, amministratori pubblici, accademici e studenti, giornalisti ed esperti – intendano organizzare e realizzare iniziative di monitoraggio civico ambientale sui propri territori.
  • Facilitare il dialogo e promuovere la co-progettazione e la valutazione condivisa tra le realtà territoriali promotrici di iniziative di monitoraggio civico dei progetti ambientali e le istituzioni europee, nazionali, regionali e locali responsabili della programmazione, allocazione e gestione delle risorse comunitarie, al fine di migliorare l’efficacia dell’utilizzo dei fondi europei sui territori.
  • Favorire il dibattito sui risultati delle esperienze di monitoraggio civico ambientale, tenendo informate e coinvolgendo l’opinione pubblica, la società civile, i media, le comunità degli esperti, le università e le istituzioni pubbliche.
  • Contribuire attivamente alle iniziative di monitoraggio civico del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza promosse dalle organizzazioni e dalle reti della società civile italiana, fornendo il nostro contributo specifico sui temi ambientali e condividendo i nostri strumenti e le nostre competenze.

 

Prime realtà firmatarie

Lunaria

Monithon

Campagna Sbilanciamoci!

Kyoto Club

Cittadinanzattiva

Alleanza Mobilità Dolce

Fridays for Future Italia

ActionAid

Mobilita

Mobius Circle

Associazione Medici per l’Ambiente, ISDE Italia

Sardinia Open Data

Fondazione Ecosistemi

Ecco com’è andata la prima giornata sul monitoraggio civico dei fondi per l’ambiente (spoiler: molto bene!)

Oltre 170 partecipanti, lo scorso venerdì 16 aprile, al primo evento online di formazione organizzato da Lunaria e Monithon su come monitorare i fondi europei per l’ambiente. Abbiamo lanciato Project Finder, lo strumento per trovare i progetti attivi nella tua città. I video di tutte le sessioni e i prossimi appuntamenti.

 

Archiviato con successo il primo evento di formazione sul monitoraggio civico dei progetti, degli interventi e delle opere in campo ambientale finanziati dalla politica di coesione europea, evento organizzato online lo scorso venerdì 16 aprile nell’ambito delle iniziative del progetto di Lunaria e Monithon – con il sostegno della Campagna Sbilanciamoci!, di OpenCoesione, della Città Metropolitana di Torino e dell’Università di Torino – “Una rete nazionale di monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile”. Oltre 170 i partecipanti da ogni parte d’Italia: una platea ampia e variegata di studenti medi e universitari, attivisti delle organizzazioni e delle reti della società civile, giornalisti ed esperti, rappresentanti istituzionali a livello locale, regionale e nazionale, cittadini attivi. Tra i partecipanti anche l’Autorità di Gestione del PON Città Metropolitane 2014-20 e i rappresentanti dei Programmi Regionali di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Sardegna, Sicilia e Toscana, che hanno offerto la loro disponibilità a facilitare i monitoraggi.

Dopo i saluti degli organizzatori – Marinella Belluati, coordinatrice del modulo CoEUr-Communicating Europe dell’Università di Torino, Marcello Mariuzzo, presidente di Lunaria e Luigi Reggi, presidente di Monithon – gli interventi di Anguel Beremliysky, membro del segretariato della Conferenza sul futuro dell’Europa e Francesca De Lucia, esperta di tematiche ambientali, hanno consentito di fornire le coordinate fondamentali sulla Politica di Coesione dell’Unione Europea e in particolare sui fondi europei per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile da essa finanziati in Italia.

Dopo questo indispensabile inquadramento al tema, la seconda sessione dell’evento di venerdì scorso si è concentrata sul tema del monitoraggio civico, ospitando i contributi e le testimonianze di Luigi Reggi (qui le sue slides), Alba Garavet dell’Europe Direct Torino e Simona De Luca e Gianmarco Guazzo, i quali hanno illustrato le iniziative portate avanti su questo fronte, rispettivamente, da Monithon, dal Laboratorio sulle politiche di coesione europee dell’Università di Torino e dall’iniziativa A Scuola di OpenCoesione.

Infine, la terza e ultima sessione del pomeriggio, a cura di Francesca De Chiara, Chiara Ciociola e Luigi Reggi, ha consentito di trasmettere ai partecipanti i metodi e gli strumenti del monitoraggio civico sviluppati da Monithon. Tra questi, anche la nuova piattaforma online – realizzata in collaborazione con i designer e gli sviluppatori di Sheldon Studio a partire dai dati aperti pubblicati da OpenCoesione, inaugurata proprio venerdì scorso e intitolata Monithon Project Finder – per localizzare i progetti finanziati in campo ambientale dai fondi europei 2014-2020 attraverso una mappa interattiva.

Nella mappa sono rappresentati infatti oltre 7000 progetti finanziati nel nostro Paese per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici e delle imprese, la mobilità sostenibile, la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e dei cambiamenti climatici, la gestione del ciclo dei rifiuti, l’ammodernamento delle reti idriche, il trattamento delle acque reflue, la tutela della biodiversità, la valorizzazione del patrimonio ambientale e naturale, e altri temi legati alla tutela dell’ambiente. Attraverso il Project Finder, l’utente può selezionare i progetti più interessanti filtrando per tema, categoria di progetto, budget, anno di inizio, stato di avanzamento. Per iniziare il monitoraggio civico è sufficiente cliccare sul bottone contenuto nella scheda descrittiva del progetto selezionato e accedere all’area di lavoro di Monithon, dove si è guidati passo dopo passo alla redazione del Report di Monitoraggio Civico.

Il prossimo appuntamento con le iniziative del progetto “Una rete nazionale di monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile” è già fissato per venerdì 21 maggio, dalle 14 alle 17 (chi è interessato a iscriversi può farlo liberamente e gratuitamente a questo link). Nel frattempo, Lunaria e Monithon si mettono a disposizione per fornire assistenza e accompagnamento ai gruppi e alle associazioni interessate a intraprendere iniziative di monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile nei propri territori.

Chiunque sia interessato a ricevere ulteriori informazioni può scrivere a: retemonitoraggiocivico@gmail.com

 

Un nuovo progetto per il monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente in Italia

Quali sono i progetti in campo ambientale finanziati in Italia dall’Unione Europea? Dove si trovano di preciso, e che tipo di interventi prevedono nel concreto? Chi gestisce queste risorse? Con quali obiettivi? Come monitorare la loro effettiva realizzazione, il loro stato di avanzamento, e valutare il reale impatto sui beneficiari identificati e sui territori interessati?

Sono queste le domande a cui intende rispondere il progetto da poco al via “Una rete nazionale di monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile”, realizzato da Lunaria e da Monithon – e co-finanziato dalla Direzione Generale per la Politica regionale e urbana della Commissione Europea a valere sul bando 2020 Sostegno al coinvolgimento dei cittadini nell’attuazione della politica di coesione – con il supporto della Campagna Sbilanciamoci!, del Dipartimento Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino, della Città metropolitana di Torino e Europe Direct Torino e dell’iniziativa OpenCoesione del Dipartimento per la Coesione della Presidenza del Consiglio.

Oltre 6,5 miliardi per progetti in fase di attuazione

Il tema è cruciale, considerando l’importanza e la numerosità dei progetti, delle opere pubbliche e degli interventi – ad oggi oltre seimila, per un valore finanziario pari a oltre 6,5 miliardi di euro (fonte: OpenCoesione) – finanziati dalla Politica di Coesione in Italia: dall’efficientamento energetico degli edifici pubblici e delle imprese agli interventi di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e dei cambiamenti climatici, dalla gestione del ciclo dei rifiuti all’ammodernamento delle reti idriche, dal trattamento delle acque reflue alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Tuttavia, a fronte della vastità delle risorse messe in campo e dell’importanza strategica in termini di qualità della vita dei cittadini e di sviluppo equo e sostenibile dei territori, le nostre istituzioni – nazionali, regionali, locali – appaiono ancora troppo deboli e incerte nel raccogliere e trasmettere informazioni tempestive su efficacia e impatto dei progetti finanziati, cosa che influisce negativamente anche sulla possibilità di creare le condizioni per un dibattito informato e costruttivo con la cittadinanza e le organizzazioni della società civile. Pertanto, il dialogo con i beneficiari finali sull’attuazione dei progetti in corso risulta spesso solo formale e raramente votato a dinamiche collaborative, tali da contribuire a risolvere le criticità rilevate, migliorare l’attuazione e l’impatto dei progetti, valorizzare adeguatamente i loro risultati.

Due eventi di formazione dedicati agli attivisti ambientali e non solo

In quest’ottica, il progetto di Lunaria e Monithon si propone di offrire formazione e supporto a organizzazioni, reti e gruppi informali della società civile, operatori dei media, studenti e cittadini attivi che vogliano portare avanti sui propri territori iniziative di monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente e la sostenibilità. Il progetto, che si concluderà a novembre 2021, mira inoltre alla costituzione di una rete nazionale di monitoraggio civico formata da soggetti organizzati della società civile attivi sui temi dell’ambiente e della sostenibilità, della partecipazione e della trasparenza: una rete che possa mettere a sistema e valorizzare l’esperienza, il lavoro e gli obiettivi di questi attori collettivi e che possa rappresentare al contempo un interlocutore riconosciuto e autorevole delle istituzioni e dei policy makers nazionali, regionali e locali che gestiscono la programmazione, l’attuazione e la valutazione della Politica di Coesione, a partire dalle Autorità di Coordinamento nazionali (come il Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale, il Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio, l’Agenzia per la Coesione Territoriale) e dalle Autorità di Gestione dei Programmi Operativi nazionali e regionali.

Due gli eventi pubblici in programma in primavera, che si terranno entrambi online.

Ad aprile avrà luogo una giornata di formazione volta a trasmettere conoscenze, metodi e strumenti per realizzare efficaci azioni di monitoraggio civico dei fondi UE per l’ambiente. In questa occasione sarà anche presentata una nuova piattaforma interattiva – appositamente creata da Monithon a partire dai dati aperti pubblicati da OpenCoesione – per scoprire e localizzare puntualmente i progetti finanziati nel proprio territorio, e accedere a tutte le informazioni già disponibili come la dimensione finanziaria, la descrizione, i soggetti coinvolti, i tempi di realizzazione e lo stato di avanzamento. Una volta scelto un progetto, l’utente sarà così guidato e accompagnato nella realizzazione di tutte le fasi del monitoraggio civico grazie a una formazione mirata, alla guida e agli altri strumenti online di Monithon, e al supporto della redazione. Obiettivo della prima giornata è di lanciare una prima sperimentazione di monitoraggi civici ambientali, “innescando” l’iniziativa autonoma dei partecipanti alla formazione.

A maggio è poi in programma una seconda giornata, durante la quale da un lato verranno presentate le iniziative di monitoraggio civico – le loro criticità, i loro punti di forza, i risultati preliminari conseguiti – avviate in via sperimentale in seguito alla prima giornata di formazione di aprile e, dall’altro lato, saranno gettate le basi del percorso di costituzione della rete nazionale di monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile, grazie all’organizzazione di una tavola rotonda di confronto e discussione allargata tra vari soggetti organizzati della società civile italiana.

Segnalaci il tuo interesse a partecipare!

Il programma delle due giornate online di aprile e maggio sarà reso disponibile nelle prossime settimane: nel frattempo, chiunque sia interessato a parteciparvi o a ricevere ulteriori informazioni sul progetto può scrivere a:  retemonitoraggiocivico@lunaria.org

Qui è possibile scaricare una scheda sintetica che riassume le finalità e le attività del progetto.

Giovani e universitari: i finanziamenti per la Città metropolitana di Reggio Calabria

Il monitoraggio civico dei fondi europei ha una storia interessante con i giovani universitari. Nel 2015, gli studenti dell’iniziativa Europe Lab della LUISS di Roma si sono occupati della riqualificazione del bellissimo spazio del ex-G.I.L. di Roma, ora sede del progetto WeGil, sviluppando un report di monitoraggio civico e una breve pubblicazione. Altri report sono seguiti, su progetti a Roma e Gaeta.

Il Prof. Pietro Rovigatti dell’Università di Chieti e Pescara ogni anno usa Monithon come strumento per mappare i finanziamenti nell’area di Pescara e aggiungere layers interessanti alle analisi territoriali. Dei vari report inviati, quello di quest’anno riguarda una coloratissima pista ciclabile sul lungomare di Ortona, a cura della studentessa Sefora Caraceni.

All’Università di Torino, da alcuni anni è attivo un corso sulle politiche europee dove Alba Garavet presenta il monitoraggio civico come strumento concreto per capire il ruolo dell’Unione Europea nella vita reale. Grazie al supporto dell’Europe Direct della Città Metropolitana di Torino, ogni anno gli studenti realizzano un monitoraggio di un progetto finanziato in città, come ad esempio gli interventi alla Basilica di Superga e al Palazzo Reale o il finanziamento al Centro Italiano per la Fotografia.

Giovedì 10 dicembre dalle ore 12.00 alle 12.45 presenteremo il nostro monitoraggio civico ai giovani calabresi (e di tutta Italia!) al Salone dell’Orientamento, in diretta streaming sul sito della manifestazione, su YouTube e su Facebook.

L’evento è promosso da varie organizzazioni locali tra cui il Comune di Reggio Calabria – Centro di informazione Europea Europe Direct, che ringraziamo per l’invito! Parteciperanno la padrona di casa, Marialucia Malara dell’EDIC Reggio Calabria e Alba Garavet dell’EDIC Città Metropolitana di Torino.

Questa la descrizione dell’evento:

LA FORMULA DEL MONITORAGGIO CIVICO

Quanto valgono, dove sono e quali sono gli obiettivi e i risultati delle iniziative concretamente finanziate dai fondi Europei? È possibile verificare il loro andamento e valutare la loro reale efficacia?

L’associazione Monithon utilizza i dati pubblici sui progetti finanziati dall’Europa per fornire a tutti strumenti e metodi concreti per capire, contestualizzare e monitorare oltre 1,5 milioni di progetti in tutta Italia. Monithon è un esempio di come il “monitoraggio civico” delle politiche pubbliche abbia la potenzialità di aumentare la consapevolezza sulle politiche europee e migliorare la collaborazione tra cittadini e istituzioni.

Nel corso del workshop, vedremo dove si trovano i progetti finanziati a Reggio Calabria e in tutta Italia, e impareremo come raccogliere tutte le informazioni per una verifica sul campo.

In particolare, mostreremo alcuni esempi di progetti a Reggio Calabria finanziati dal PON METRO 2014-2020 (per i quali sono disponibili le coordinate in questa mappa, e che abbiamo collegato alle corrispondenti “schede progetto” di OpenCoesione).

Progetti finanziati dal Programma “Aree metropolitane” a Reggio Calabria

Dagli ASOC Talk esperimenti di dialogo informato tra cittadini e istituzioni

Abbiamo avuto il piacere di assistere ad alcune sessioni degli ASOC Talk, una nuova iniziativa di A Scuola di OpenCoesione (ASOC), grazie a cui numerose scuole italiane, premiate nella passata edizione, hanno avuto l’opportunità di incontrare rappresentanti ed esperti delle istituzioni europee, nazionali e regionali.

Gli incontri, riservati ai ragazzi e ai rappresentanti istituzionali, si sono svolti tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, e sono stati registrati e successivamente pubblicati sul canale YouTube di ASOC.

Ogni incontro ha riguardato un tema specifico, come le politiche per i trasporti, l’ambiente o la cultura. Sulla base del tema e della regione dei gruppi di monitoraggio, il team di OpenCoesione ha invitato rappresentanti delle specifiche Amministrazioni regionali, dirigenti ed esperti tematici delle amministrazioni nazionali responsabili delle politiche di coesione, un rappresentante del Senato e della Commissione Europea.

La formula ha previsto un’iniziale presentazione delle ricerche da parte degli studenti, seguita da una serie di domande che i ragazzi hanno posto alle istituzioni e che hanno precedentemente anticipato.

La qualità del dibattito è stata influenzata, come ci si può attendere, dalla specificità delle domande poste e dalla capacità di studenti e insegnanti di sfruttare al meglio le competenze degli interlocutori. Le domande più “a fuoco” hanno riguardato, ad esempio, la programmazione delle politiche di coesione e l’attuazione del progetto monitorato o di altri progetti con caratteristiche simili, per le quali gli esperti delle amministrazioni hanno potuto fornire risposte specifiche basate sulla loro esperienza.

Uno dei dialoghi più interessanti è stato quello del 22 Ottobre e ha riguardato la costruzione di infrastrutture di trasporto.

Il gruppo Change Point, ad esempio, ha presentato l’indagine di monitoraggio di questa primavera e ha chiesto conto alla Regione Sardegna della sospensione del progetto monitorato, cioè la realizzazione di circa 20 infrastrutture di ricarica elettrica nell’area di Alghero. La risposta del rappresentante regionale ha colpito per trasparenza e disponibilità a condividere i problemi registrati in fase di attuazione, che nello specifico hannno riguardato problemi di governance tra governo regionale e enti locali in una fase di transizione politica.

Il dialogo si è poi spostato dal singolo progetto a più generali problematiche nella realizzazione degli interventi infrastrutturali, che affliggono il nostro paese da decenni. La semplice domanda “Perché i progetti si bloccano?” ha dato spunto a numerose riflessioni sulla dilatazione dei tempi tra programmazione e realizzazione, sulle cause più frequenti dei ritardi e dei blocchi amministrativi, e sulle soluzioni da mettere in campo.

Nulla di nuovo, forse, per gli addetti ai lavori. Ma si tratta di un grande passo in avanti nella condivisione con la cittadinanza, che, grazie all’acquisita consapevolezza, può non solo aumentare la pressione affinché le migliori soluzioni siano effettivamente messe in campo, ma anche fornire spunti nuovi e inaspettati su come migliorare l’efficacia dei progetti nei propri territori.

In conclusione, l’esperimento, a nostro parere, può dirsi riuscito. Il clima di collaborazione e la positiva “scoperta” di pratiche di partecipazione civica da parte di alcuni rappresentanti istituzionali fanno ben sperare per un rafforzamento di questo dialogo negli anni a venire. E’ un approccio molto in linea con gli obiettivi di Monithon: capire fino in fondo i problemi e le dinamiche che li hanno generati, cercare il dialogo non solo con i referenti politici ma anche gli esperti e i responsabili amministrativi, proporre soluzioni nell’ottica di risolvere le criticità in modo collaborativo. E’ un approccio che, a nostro parere, fa crescere la consapevolezza civica, la fiducia, il capitale sociale dei nostri territori e che è potenzialmente in grado di aiutare le nostre istituzioni a fare meglio.  L’esito dipende, naturalmente, da se e fino a che punto le istituzioni sono disponibili a dialogare!

In questo senso, un rafforzamento degli spazi di collaborazione tra i protagonisti del monitoraggio civico e i responsabili istituzionali potrebbe incanalare i risultati delle ricerche sul campo nel più ampio dibattito su come programmare meglio i fondi a disposizione, e realizzarli più efficacemente. Decisioni pubbliche basate su questo tipo di dialogo informato portano a migliori politiche. Il dialogo che occorre però è paritario, sistematico, continuativo, prevede ascolto e replica, la condivisione dei dati e delle evidenze, e necessita che le istituzioni si “tolgano le protezioni”, impegnandosi in un cambiamento culturale del quale gioverebbe la collettività intera.

Le novità del “patto di integrità” per il monitoraggio civico in Calabria

Action Aid Italia, assieme a Gruppo Abele, è protagonista di un “patto” tra Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la cittadinanza per il corretto ed efficace svolgimento di due progetti finanziati dai fondi europei. Questo patto è chiamato “Integrity Pact“, da una formula già sperimentata all’estero da Transparency International, una delle più attive realtà sociali attiva nella lotta alla corruzione. In questo post il team di progetto ci parla delle novità degli ultimi mesi che riguardano sia l’andamento dei due progetti monitorati, sia le azioni di coinvolgimento della cittadinanza.

L’Integrity Pact calabrese – finanziato anch’esso da fondi comunitari e vincitore di una specifica “call” a livello europeo – aggiunge infatti qualcosa in più alla formula tradizionale, focalizzata sul controllo e il monitoraggio degli appalti pubblici: il monitoraggio civico in loco da parte della comunità locale. Proprio i cittadini di Sibari e dintorni, dove vengono spesi i fondi, sono una componente essenziale del monitoraggio, e a loro sono dedicate specifiche attività di formazione e di empowerment.

I due progetti, finanziati dal Programma Europeo “Cultura e Sviluppo” gestito dal Ministero, sono localizzati nell’area archeologica di Sibari, in provincia di Cosenza, e sembrano procedere senza intoppi: il primo è il Museo Archeologico Nazionale della Sibariade (qui la scheda del progetto su OpenCoesione con i dati finanziari e procedurali), e il secondo riguarda nello specifico l’area archeologica “Casa Bianca” (qui la scheda su OpenCoesione).

Siamo particolarmente contenti della capacità di “fare squadra” con le altre realtà nazionali e territoriali, e incrementare così il capitale sociale della zona. Oltre a Parliament Watch Italia, una realtà a cui guardiamo sempre con maggiore interesse, due scuole del progetto didattico A Scuola di OpenCoesione sono state coinvolte e supportate nel loro percorso che ha portato al monitoraggio civico di entrambi i progetti. In un caso, quello sull’area archeologica “Casa Bianca”, il team è arrivato in fondo al percorso e ci ha inviato un bel report di monitoraggio civico che si trova sul nostro sito e che potete leggere qui sotto. I due team di monitoraggio sono “Open Eyes” di Rossano-Corigliano e “The Little Archaeologists” di Cassano allo Ionio (autore del report).

Report di monitoraggio civico dei “Little Archeologists” (30 marzo 2019)