Monithon tra i finalisti per l’ODI Open Data Award!

Nuntio vobis gaudium magnum! Monithon è nella lista dei possibili vincitori per l’Open Data Award dell’Open Data Institute! 
La cerimonia si svolgerà a Londra nella sera del 4 Novembre, come evento di chiusura dell’ODI Summit: due giorni di conferenze ed incontri di formazione pratica sugli Open Data.

Della giuria internazionale fanno parte anche Beth Noveck, direttore al Governance Lab @ New York University e Rahma Mian, ICFJ Knight International Journalism Fellow, Pakistan.

L’Open Data Institute è stato fondato nel 2012 dal professor Nigel Shadbolt, ora presidente dell’Istituto, e da Tim Berners-Lee, l’ideatore del World Wide Web.  Oggi l’Istituto è al centro di una rete globale di “nodi” che hanno lo scopo di “catalizzare le crescita della cultura dei dati aperti per creare un valore economico, ambientale e sociale“.
Il nodo italiano dell’ODI è la Fondazione Bruno Kessler, Digital Commons Lab, a Trento.

In questa tabella elettronica potete leggere tutte le candidature per le 5 cinque categorie: Business, Innovation, Social Impact, Publisher and Individual Champion. Monithon è nella categoria “Social Impact” in ottima compagnia con UNHCR, MySociety, Social Investment and Finance Team del Cabinet Office inglese e Internews Kenia.
Segnaliamo con piacere anche le altre iniziative italiane in finale per altre categorie: Enel (Open Data Business Award); OpenPolis / Depp (Innovation), and Regesta.exe (Publisher).

Incrociamo le dita! 🙂

Monithon alle Nazioni Unite – 4° posto agli Open Government Awards

Dopo aver superato le selezioni nazionali, la partnership tra OpenCoesione (iniziativa governativa) e Monithon (società civile) si è presentata il 24 settembre alla sede delle Nazioni Unite a New York per rappresentare l’Italia al premio internazionale OpenGovernment Partnership Award, classificandosi in 4a posizione su 33 paesi candidati. Un risultato favoloso, frutto del giudizio di un gruppo di esperti internazionali (vedi la successiva analisi del punteggio).

E’ stato un grande onore e una grande emozione rappresentare la società civile italiana a fianco alla delegazione italiana rappresentata dagli amici del team OpenCoesione Carlo Amati, Simona De Luca e Aline Pennisi.  Emozione che saliva man mano che venivano rivelate in diretta le posizioni dalla 10a alla prima.  E’ stata anche una soddisfazione, per una volta, essere davanti a paesi fondatori dell’OGP e con grande tradizione di apertura come gli Stati Uniti (9a posizione), il Regno Unito (6a), l’Olanda (5a).
Tutto questo di fronte a Barack Obama, Francois Hollande e altri 9 capi di stato, delegazioni ufficiali di 65 paesi e centinaia di rappresentanti della società civile. Mancava del tutto, purtroppo, la rappresentanza politica italiana.

Photograph by Evan Abramson for OGP

Nel video, tratto dallo streaming ufficiale delle Nazioni Unite che include anche discorsi degli alti rappresentanti dei primi tre paesi Danimarca, Montenegro e Filippine, potete rivedere la premiazione dal decimo al quarto posto.

 

Le promesse dei Piani di Azione sull’Open Government.  Il grande evento cade nel terzo compleanno dell’Open Government Partnership, iniziativa globale con 65 paesi aderenti e oltre 2000 promesse di apertura e trasparenza incluse in 87 Piani di Azione nazionali – piani nuovi o di “seconda generazione”.   Sarà interessante, ovviamente, verificare quante di queste nuove promesse saranno mantenute.
A questo proposito, sarebbe importante che lo Stato italiano discutesse e approvasse al più presto il nuovo piano, per mettersi al pari dei tanti altri stati che già sono più avanti, come si vede da questa mappa.

Cosa dicono i giudici dell’Italia.  Il panel di esperti internazionali si è basato sulle candidature pervenute dai vari paesi (qui per vederle tutte) per esprimere commenti e attribuire punteggi su 4 temi: Credibilità della partnership, Ampiezza della partecipazione, Evidenza dei risultati, Sostenibilità dell’iniziativa.


Analizzando i dati pubblicati dall’Open Government Partnership (qui il CSV dei punteggi frutto del mio piccolo scraping), l’Italia ha il punteggio più alto in assoluto per 2 criteri su 4!

Il 4o posto si spiega quindi per i punteggi più bassi sugli altri due criteri – in particolare quello sulla Sostenibilità dell’iniziativa – per il quale gli elementi che avevamo incluso nella candidatura non hanno convinto appieno gli esperti.  Qui mi verrebbe una domanda: cosa succederebbe in Italia se da un giorno all’altro un progetto come OpenCoesione fosse cancellato o comunque reso incapace di crescere?

Grandi aspettative.   La speranza è che il nostro paese trovi davvero le energie per scommettere su un tema così cruciale per la nostra democrazia, le nostre istituzioni, la nostra economia, le nostre speranze per il futuro.  Vorremmo vincere un premio dove vengano considerate non solo per le punte di diamante ma soprattutto per il valore medio delle iniziative in campo.

Poi certo. I premi non sono tutto, ma credo che possano aiutare ad alzare ancora più in alto la barra degli obiettivi.
Il mio grazie va a tutto il gruppo OpenCoesione con cui abbiamo condiviso questa avventura e il nostro percorso fino ad ora, e un grazie particolare a Damien Lanfrey e alla nostra Chiara Ciociola per l’aiuto fondamentale nella redazione della candidatura.
Ma non solo. Parlo a nome di Monithon dicendo grazie e complimenti alle donne, agli uomini e ai ragazzi che si stanno entusiasmando per il monitoraggio civico in modo così stupefacente!

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Photo credit – OGP/Evan Abramson. 

Open Action! Novità dall’Open Knowledge Festival 2014

Open Minds to Open Action. Di ritorno da Berlino ecco una riflessione su cosa portiamo a casa dall’esperienza dell’Open Knowledge Foundation Festival: un susseguirsi (intenso) di eventi, un’esplorazione partecipativa e interattiva innestata sul confronto: dibattiti, tavole rotonde e sperimentazioni su una grande varietà di argomenti. Leggiamo nella pagina about del festival: Organised by Open Knowledge and owned, in the broadest sense, by the open community, the Festival will bring together over 1,000 people from more than 60 countries to share their skills and experiences; encouraging them to work together to build the very tools and partnerships that will further the power of openness as a positive force for change. Qui il programma completo della manifestazione. La sensazione (leggera) è stata quella di muoversi attraverso esperienze in cui “Open” non è un aggettivo ma un assunto, non è l’obiettivo ma il presupposto. Di ogni racconto.

Cosa abbiamo scoperto? Quali nuove azioni possiamo innescare con Monithon? Cosa possiamo condividere?

From #OKFEST14 back to Monithon. Tra gli incontri seguiti e quelli fatti per caso nel grande cortile interno del Kulturbrauerei segnaliamo quelli che ci sono sembrati significativi per le nostre maratone di monitoraggio. Una sequenza a ritmi elevatissimi ha mostrato cosa sta succedendo in 28 paesi del mondo in tema di Open Data. Si tratta della sessione Open Government Data updates from around the world: rigorosamente 2 minuti a testa e una slides per descrivere i fatti salienti e le iniziative più interessanti dell’ultimo anno. Per l’Italia siamo intervenuti con Francesca De Chiara di OKFN Italy, citando il nostro “pacchetto” formato da OpenCoesione, Monithon e A Scuola di OpenCoesione, il raduno di Spaghetti Open data e in particolare ConfiscatiBene, oltre a OpenBilanci e il movimento per i dati aperti del SIOPE.  Più in generale, se le linee guida dell’AGID sull’open data sono il segno più positivo in un contesto generale in lenta evoluzione, abbiamo mostrato come esistano ancora forti divari tra Nord e Sud nella pubblicazione di dati aperti a livello locale. Da leggere sulla sessione anche questo storify e la sequenza degli interventi su Etherpad.

Non solo panel. Fuori dai panelabbiamo fatto uno dei più felici incontri del Festival, quello con Happy Feraren, fellow di School of Data e co-fondatrice del progetto Bantay.ph. Si tratta di un’iniziativa anticorruzione attraverso il monitoraggio di servizi pubblici ordinari (come per esempio le richieste di certificati). Le informazioni che si trovano sul portale riportano in maniera semplice i diritti del cittadino e gli obblighi dell’amministrazione che espleta tali servizi. Banthay non è però una semplice repository di lamentele. Rivolto in particolare ai giovanissimi l’obiettivo dell’iniziativa è quello di raccogliere feedback strutturati sulla regolarità dei procedimenti amministrativi. “We are firm believers of the feedback loop. Rating on Facebook and Twitter will only get you so far. If we use proper channels for feedback, we have a chance of actually turning these complaints into cases which can later on lead to reform”. Al termine della raccolta dati sarà possibile verificare il “Red Tape Index” (compliance, transparency, facilities, process flow etc) della propria amministrazione. Intercettare i malfunzionamenti dei percorsi amministrativi, renderli evidenti (invece che rimanerne imbrigliati) e chiederne il cambiamento sulla base di evidenze raccolte è un contributo fondamentale per la lotta alla corruzione, come sta mostrando per esempio anche l’esperienza italiana di Illumiamo la Salute.

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Rafforzare il metodo Monithon. L’analisi di questo processo virtuoso ci ha portato a delle riflessioni su come rafforzare il metodo Monithon, soprattutto dopo aver seguito la sessione sul progetto Open Contracting, promosso dalla Banca Mondiale.  Su OpenCoesione si possono seguire i fondi utilizzati, ad esempio, da una Regione o da un Comune per costruire infrastrutture o sviluppare nuovi servizi. Ma è più difficile capire come gli Enti hanno utilizzato quei fondi, a chi li hanno affidati, quali contratti hanno stipulato con le aziende per la fornitura di beni e servizi.  Il progetto Open Contracting ha messo a punto una serie di principi-guida che includono Participation, Monitoring, and Oversight. Ancor più concretamente, sta sperimentando uno standard unico a livello globale per la pubblicazione dei dati sugli appalti (vedi la loro guida), con già alcuni risultati. In Slovacchia, ad esempio, già dal 2011 i dati sono stati pubblicati dal governo. Così è successo anche in Nepal e Georgia, con esempi di ripubblicazione e visualizzazione dei dati governativi (in PDF…) per renderli più comprensibili e favorire il coinvolgimento e la partecipazione pubblica.  In Georgia, grazie agli open data sui contratti pubblici è stato possibile segnalare che il 6% rappresentavano “casi sospetti” di corruzione o di falsa concorrenza, sui cui basare eventuali indagini giudiziarie. Sono queste le “regole d’oro” del gruppo di lavoro slovacco, tra i primi a mobilitarsi: 1. Get the data, 2. Make it as available as possible, 3. Understand it, 4. Involve people, 5. Take action, 6. Be able to cooperate. Da quanto emerso nel corso della sessione, le principali criticità di questo processo riguardano la disponibilità da parte dei governi di fornire dati completi (es. sui subappalti) e, una volta che i dati sono aperti, l’utilizzo consapevole da parte della cittadinanza. Secondo Eva Vozarova di Fair Play Alliance, “Disclosure is just the beginning”.
E in Italia? Tanto si potrebbe fare attraverso l’uso di strumenti quali il Codice Unico di Gara (CIG) dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.AC.) per tracciare i flussi finanziari. Sul portale dell’Autorità è pubblicata la banca dati nazionale dei contratti pubblici, con la possibilità di effettuare ricerche e scaricare dati in una sezione “open data” che approfondiremo in un futuro post.Schermata 2014-07-21 alle 15.47.42

Don’t be naive. Con queste parole Beatriz Busaniche (core team member di Creative Commons Argentina, e founding member di Wikimedia Argentina) ha chiuso il suo keynote, sottolineando la necessità di perfezionare e strutturare le pratiche di partecipazione e spinta dal basso affinchè possano davvero sfidare i meccanismi decisionali esistenti.

La prendiamo in parola ribadendo i prossimi obiettivi della nostra community:

1. Sviluppare il metodo Monithon, perfezionando il nostro tookit e renderlo più dettagliato ed usabile da parte di tutti.

2. Sperimentare quello che la Banca Mondiale chiama “closing the loop”, cioè la chiusura di quel teorico ciclo che parte dalla disponibilità di open data sui fondi, passa alla raccolta del feedback da parte degli utenti, per chiudersi con l’azione concreta da parte delle amministrazioni sulla base dei feedback ricevuti.

3. Favorire il coinvolgimento di sempre più comunità nazionali e locali, utilizzando il metodo di “formare i formatori”: lo staff nazionale di Monithon è a disposizione per fare da catalizzatore e far partire le azioni indipendenti delle comunità e garantire la necessaria scalabilità al nostro progetto.

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Chiara Ciociola @chiaracio
Luigi Reggi  @luigireggi

 

Le comunità di Monithon

Sabato 14 Giugno a Bologna siamo stati invitati al primo Festival delle Comunità del Cambiamento organizzato da RENA, associazione con cui stiamo già collaborando su progetti molto interessanti come il monitoraggio del Borgo la Martella e della scuola di Via Bramante a Matera, grazie a Mariella Stella. Alcuni di noi monithoners saranno presenti per portare i “progetti fatti” e l’impatto che finora abbiamo generato.  Ma soprattutto per condividere l’esperienza di come – viralmente e in modo volontario, con il passaparola e i media civici – si sono create negli ultimi mesi “comunità di monitoraggio civico” dei progetti pubblici.

Monithon al servizio delle comunità.  Nessun formalismo: chiunque può partire, oggi, con le esplorazioni sul proprio territorio, contribuendo all’iniziativa nazionale. Il metodo (a partire dal nostro toolkit) e gli strumenti per il monitoraggio civico sono a disposizione di tutti. Tutti infatti possono “fondare” una comunità locale in modo totalmente libero e indipendente: così sono nate, ad esempio, “Monithon Calabria”, “Monithon Piemonte” o “Monithon Potenza”.   Grazie alla maratona di monitoraggio del 22 febbraio 2014, durante l’Open Data Day, le comunità si sono moltiplicate (di seguito le slide presentate al raduno del 28 marzo di Spaghetti Open Data). Alcune si sono create ad-hoc per l’evento o per monitorare singoli progetti di interesse, altre sono associazioni già esistenti.


Dove sono le comunità di monitoraggio?
    Prevalentemente nel Mezzogiorno, dove si concentra circa l’80% dei fondi per la coesione territoriale e dove i progetti da monitorare sono centinaia di migliaia e coprono quasi tutti gli ambiti di possibile intervento pubblico. Cagliari, Palermo, Cosenza (dove è nata l’associazione spin-off Monithon Calabria), Bari, Matera, Potenza (e altri centri in provincia), Napoli e Salerno sono le principali città del Sud dove si sono attivati gruppi di “cittadini monitoranti”.  Ma non solo al Sud: Torino, Finale Emilia e Bergamo si sono date da fare durante l’ultimo Open Data Day.

Coinvolgere le associazioni locali.  Tanti “monitoraggi” – con metodi diversi – vengono fatti ogni giorno da tante associazioni, blog e comunità informali attive a livello locale. Coinvolgerle in un metodo comune può aiutare a generare massa critica e favorire il dialogo con le istituzioni. Ad esempio, Giulio Di Chiara dell’associazione Mobilita Palermo e un nutrito gruppo di cittadini ha scelto di analizzare il cantiere dell’anello ferroviario, pubblicando un’inchiesta che ha avuto già parecchia risonanza. A Cagliari Sardinia Open Data ha monitorato un progetto di pista ciclabile, coinvolgendo anche Città Ciclabile ed Amici della Bicicletta, coniugando così l’interesse per la mobilità sostenibile al mapping party ed all’implementazione dati su OSM.

Fare rete con le realtà nazionali esistenti. E’ il caso, tra i vari, di Libera, con cui da alcuni mesi è attiva una collaborazione per la mappatura e il monitoraggio dal basso dei beni confiscati alle mafie, e in particoalare quelli che ricevono finanziamenti europei. Teniamo molto anche alla sinergia con Action Aid, che ha incluso ambiziosamente il tema dell’empowerment dei cittadini tra i propri obiettivi istituzionali. Un esempio su tutti: il loro progetto di monitoraggio civico OpenRicostruzione ha monitorato le imprese di Finale Emilia beneficiarie di fondi europei per la ricostruzione post-sisma situate nel centro storico. In collaborazione con il progetto OpenPompei è stato organizzato un weekend di monitoraggio su alcuni beni confiscati alla camorra nella provincia di Napoli nell’ambito della mappatura collettiva che coinvolge, oltre a Libera e altre associazioni, la bellissima iniziativa di civic hacking Confiscati Bene.

Coinvolgere i cittadini di domani.  Molte scuole sono state già coinvolte nei monitoraggi durante la maratona del 22 febbraio,  in particolare a Potenza e provincia grazie al lavoro di APOF-IL. La redazione centrale di Monithon ha poi supportato alcuni licei romani nel monitoraggio della riqualificazione del mercato di Porta Portese, instaurando una bella collaborazione con la Regione Lazio (che ha annunciato una nuova edizione per il prossimo anno) e LAit.

Il metodo Monithon è inoltre parte integrante del progetto A Scuola di OpenCoesionepercorso innovativo di didattica interdisciplinare rivolto alle scuole secondarie superiori. Sette scuole da Trento a Palermo hanno partecipato nell’anno scolastico 2013/2014 ad una sperimentazione didattica.

In parte sviluppato come un MOOC (Massive Open Online Courses) il percorso è costruito sull’alternanza tra lezioni online, momenti in presenza dei gruppi classe con il  team dedicato, visite di monitoraggio ed eventi pubblici. Cittadinanza consapevole tramite attività di monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici, impiego di tecnologie di informazione e comunicazione,  uso dei dati in formato aperto (open data): sono queste le colonne portanti del progetto, mirato a conoscere e comunicare in modo innovativo l’impatto delle le politiche di coesione nei luoghi in cui viviamo. Nato da un accordo tra il tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca [MIUR] e il Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica [DPS], A Scuola di Open Coesione ha l’obiettivo di coinvolgere sempre più scuole. 

Tutte le scuole interessate al progetto sono invitate alla partecipazione, come si legge in questa circolare del MIUR (anche iscrivendosi a questo form). Mentre le comunità che intendono supportare il progetto possono segnalare il loro interesse qui.

Le questioni aperte. Monithon è nato da un’idea di alcuni cittadini che lavorano a OpenCoesione, il portale del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica. Parecchi monithoners a Roma e nei territori conoscono bene i meccanismi di finanziamento e di gestione dei progetti pubblici, e possono aiutare a rendere i risultati di monitoraggio visibili alle amministrazioni responsabili, per generare impatto sulle decisioni. Costituire su monithon una “massa critica” a livello nazionale di dati, informazioni e suggerimenti aiuta poi a superare i tipici ostacoli e reticenze che si incontrano a livello locale, facendo leva sulla disponibilità dei dati molto dettagliati sui singoli progetti finanziati dalle politiche di coesione sul portale nazionale OpenCoesione.

Quali meccanismi sistematici possiamo immaginare per veicolare il feedback verso le amministrazioni? Cosa può fare la “redazione nazionale” di monithon e cosa possono fare le comunità locali per stimolare l’utilizzo dei dati raccolti per migliorare l’attuazione delle politiche pubbliche? Come coinvolgere efficacemente i media? Queste sono alcune delle questioni che porteremo sabato al Festival del Cambiamento. Ci vediamo a Bologna! 

Il tempo fugge, e c’è chi lo insegue. A Palermo

Io da grande vorrei fare il pompiere, il cantautore, il titolista di un quotidiano, l’autore di Blob e l’insegnante. Anzi, per meglio dire, il tutore e guidare gli studenti nel loro curriculum di studi.
Avere visto il 6 giugno la presentazione del progetto “Tempus fugit“, realizzato dagli studenti del Liceo Scientifico Statale “S. Cannizzaro” di Palermo nel contesto di ” A Scuola di OpenCoesione” (ASOC), ha rafforzato il mio desiderio. Da grande.

Il liceo Cannizzaro, ed in particolare la classe “VE”, ha avuto il privilegio di essere scelta per partecipare a questo percorso innovativo di didattica interdisciplinare, centrato su educazione civicacompetenze digitali,statistiche data journalism.
Ripetete con me “educazione civica, competenze digitali, statistiche e data journalism”.
Se penso all’accostamento tra queste parole e un gruppo di  studenti del liceo, mi manca il fiato, perché è un meraviglioso obiettivo formativo, una grande occasione per ragazzi e docenti e humus per i terreni che batteranno.
Ai miei tempi, al liceo, non c’era nemmeno il laboratorio di informatica (sono vecchio) e non abbiamo mai lavorato a progetti ricchi come quelli di ASOC, che stimolano molto il senso critico e il problem-solving e rafforzano le capacita di lavoro di gruppo e le abilità interpersonali e comunicative.

Ma torniamo “A Scuola di OpenCoesione”. È il frutto di un accordo tra il “Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca” e il “Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica” e si rivolge alle scuole secondarie di ogni tipo. Il primo ciclo di sperimentazione ha interessato 7 istituti di istruzione distribuiti lungo lo stivale (Palermo, Napoli, Bari, Roma, Firenze, Bologna, Trento).

Il tema di fondo del progetto di Palermo è quello dei “trasporti“, ed in particolare l’attenzione si è concentrata sui tempi di percorrenza dei vari mezzi di locomozione cittadini del presente e del futuro. E’ stata infatti condotta un’analisi anche sulle tramvie attualmente in costruzione a Palermo.
Gli studenti sono partiti dall’analisi dei dati sugli investimenti programmati nel ciclo 2007-2013 (interventi delle politiche di coesione territoriale), che hanno trovato su OpenCoesione. Hanno poi effettuato un monitoraggio civico, andando in visita al deposito dei tram e realizzando una piccola indagine giornalistica sullo stato dei lavori e sul progetto tramviario in generale.

“Tempus fugit” ci è stato raccontato dalle voci degli studenti coinvolti ed in particolare da MarcoEnrico Paola.

Marco ci ha introdotto il progetto nei termini più generali e ci ha presentato “CaTRAMiati“. In siciliano “catamiati” vuol dire “datti una mossa”, e l’unione con Tram ha dato vita al nome del gruppo di lavoro che si sono dati gli studenti.
Enrico ci ha illustrato il monitoraggio fatto, i dettagli tecnici dell’ispezione, di come il deposito dei mezzi sarà anche la sede della struttura di monitoraggio digitale dell’impianto e sottolineato come il centro storico di Palermo non sia adatto (per ragioni di spazio disponibile) ad accogliere una linea tramviaria a due binari.
Paola infine ci ha descritto le modalità con cui il gruppo ha effettuato un confronto, in termini di tempi di percorrenza, tra tre modalità di spostamento differenti: l’automobile, il tram e i mezzi pubblici gommati. Il tram è risultato quello più conveniente.

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I ragazzi hanno calcolato i tempi in automobile facendo un test su strada, quelli in tram li hanno ricavati dai documenti di progetto e quelli in autobus da Google Transit.
L’AMAT, la municipalizzata al 100% del Comune che gestisce il trasporto pubblico, ha infatti fornito alla multinazionale tutti i dati su tempi, percorsi e fermate delle linee, e quindi è possibile ricavare da Google Maps i tempi stimati di percorrenza degli autobus. Stranamente però questi dati non sono ancora disponibili anche in formato aperto. Sono stati richiesti anche dagli studenti di “Tempus fugit” e il direttore dell’AMAT ha fatto sapere che nulla osta al rilascio e sarà fatto. Una bella notizia.
I ragazzi hanno così avuto il piacere di fare anche una piccola azione di civic hacking, avendo la soddisfazione di un risultato positivo.

La presentazione del progetto è stata fatta presso la sede del liceo. Oltre agli studenti, erano presenti i docenti che li hanno seguiti localmente, la preside della scuola, alcuni dei responsabili del progetto di “A scuola di Open Coesione”, dei funzionari regionali del “Dipartimento Regionale della Programmazione”, un rappresentate del team Open Data del Comune di Palermo e dei rappresentanti della società civile che si spendono per diffondere il valore dei dati aperti.
Tra tutti questi attori c’è stato un bel dibattito di cui mi piace evidenziare alcuni dei concetti emersi:

  • il valore grande di questo progetto è il metodo, “un metodo di vita” che sarà utile per tante altre occasioni e che aiuterà questi ragazzi ad essere dei cittadini migliori;
  • proprio per questo valore, si è sottolineato come questo tipo di attività dovrebbe diventare curriculare, ed essere replicata annualmente;
  • chi ha partecipato ad ASOC deve darne evidenza nel proprio curriculum vitae, perché costituisce un’esperienza importante e “moderna”;
  • l’esperienza più nuova e giudicata più importante dagli studenti è stata quella del confronto con la “burocrazia” e con i dati, visti non più come qualcosa di freddo e noioso, ma come elementi che contribuiscono a fare crescere la propria conoscenza.

Il Cannizzaro di Palermo è stato il mio liceo scientifico e la mia sezione è stata proprio la “E”.
Sicuramente queste strane coincidenze mi hanno fatto vivere con particolare emotività il racconto del gruppo CaTRAMiati, ma venerdì sono uscito dal Cannizzaro avendo il futuro davanti a me, molto vicino e sono tornato a casa sereno.
Spero che questo progetto diventi contagioso, e infetti il prossimo anno scolastico.

Monithon e OpenCoesione sono la best practice italiana candidata agli OGP Awards!

Si è conclusa la consultazione pubblica per selezionare la candidatura italiana agli Open Government Awards 2014, lanciati nell’ambito dell’Open Government Partnership.

La partnership OpenCoesione-Monithon, che include anche A Scuola di OpenCoesione, è risultata vincitrice con l’82% dei voti!

Maggiori informazioni sui risultati sono disponibili sul sito della Presidenza del Consiglio – Dipartimento Funzione Pubblica.

Entro oggi la candidatura italiana verrà registrata sul sito degli Open Government Awards, per poi sottoporre un documento più dettagliato per la giuria entro giugno. La selezione dei vincitori avverà invece a luglio.

Siamo rimasti colpiti non solo dalla percentuale elevatissima di voti raccolti nei pochi giorni disponibili, ma soprattutto dai 41 commenti lusinghieri che ci spronano a continuare il nostro percorso con rinnovato entusiasmo e la stessa dose di apertura e inclusività verso chiunque voglia dare il proprio contributo.

Vi aspettiamo qui su monithon.eu e in mailing list per pianificare il vostro prossimo monithon!

GRAZIE DI CUORE A TUTTI!

 

“Esempio da manuale. OpenCoesione è un’iniziativa governativa abilitante; Monithon è un esempio di ciò che i cittadini possono fare a partire da una saggia politica di dati aperti”

“Di monithon apprezzo molto l’apertura e la condivisione che mettono in pratica nelle attività. Semplice da seguire e facile coinvolgere nuove persone. Spero venga premiato e si diffonda ad altre categorie di fondi controllati”

“Progetto diffuso in tutta Italia ma con una rete nazionale, ammirato e studiato a livello internazionale, che unisce educazione tecnica e educazione civica e offre gli strumenti per utilizzare realmente open data”

“Un’iniziativa che promuove concretamente l’impegno e il coinvolgimento attivo dei cittadini, senza richiedere competenze particolari. Un’esperienza che ha permesso a tanti cittadini di raccontare delle storie, denunciare cattive pratiche ma anche diffondere le buone pratiche”

“Uno dei migliori contributi internazionali allo studio dell’open-government e alle metodologie di partecipazione civica”

“uno dei più importanti esempi di monitoraggio civico e di partecipazione dal basso”

“La piattaforma Monithon è molto friendly, fruibile e quando dialogherà in modo orizzontale con OpenCoesione sarà un modello da seguire per ogni PA”

“Ottima idea per coinvolgere i ragazzi con le problematiche quotidiane delle loro città, tutti ottimi progetti, ma a Monithon sono legato da profondo affetto con tutti i suoi referenti e per la passione e l’originalità nell’approccio”

“Monitoraggio civico è il primo passo del percorso di esperienza di cittadinanza attiva e reattiva. Per formarsi cittadini capaci di osservare, valutare, controllare e comunicare opere e interventi realizzati con i fondi pubblici”

Monithon candidata italiana all’OGP Award: si vota entro il 28 maggio!

monithon.eu è stata selezionata dal governo italiano tra le 4 best practices nazionali in lizza per diventare l’iniziativa che rappresenta l’Italia all’Open Government Partnership Award, prestigioso premio internazionale dell’Open Government Partnership.

Inizialmente selezionati come iniziativa autonoma, abbiamo poi raccolto con grande piacere l’invito del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica a partecipare assieme a due progetti governativi che seguiamo, come è noto, molto da vicino: OpenCoesione, il portale open data su cui si basa la nostra iniziativa di monitoraggio, e A Scuola di OpenCoesione, il nuovo meraviglioso progetto di “didattica opengov” che utilizza il metodo e gli strumenti di monithon.eu nel VOTA MONITHON! :)proprio percorso didattico.

Le regole del premio prevedono che la candidata dall’Italia sia decisa attraverso una selezione pubblica: per votare la triade Monithon, OpenCoesione e A Scuola di OpenCoesione basta partecipare a questa consultazione su partecipa.gov.it!
Tempo stimato: circa un minuto 🙂

I nostri concorrenti: La Bussola della TrasparenzaPartecipa! Sportelli in Rete

Per chi ancora non sapesse come funziona OpenCoesione e monithon.eu, ecco a voi il lungo servizio andato in onda ieri sera al Tg2 delle 20.30! 🙂  Grazie al prof. Luciano Monti per la bella presentazione!

Ogni anno questo premio internazionale avrà un tema diverso. Il tema di quest’anno è Citizen Engagement, pane quotidiano per i monithoners! Così lo definisce l’Open Government Partnership:

“[…] Meccanismi attraverso i quali i cittadini partecipano ed esercitano la loro influenza sul disegno e sull’attuazione delle politiche e dei servizi pubblici, con lo scopo ultimo di rendere il governo più aperto, trasparente [accountable] e sensibile ai loro bisogni”

Crediamo che questa definizione sia molto vicina a quanto quotidianamente cerchiamo di costruire.  Al Festival del Giornalismo di Perugia abbiamo avuto il grande piacere di chiacchierare a lungo con Ethan Zuckerman, Direttore del Center for Civic Media del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che ci ha fatto l’onore di un suo bellissimo articolo in cui scrive:

“It’s easy to condemn government spending in the abstract – it’s possible that examining projects and finding them sometimes flawed, but well intended, may lead to more nuanced debate about EU cohesion funds and support for the European Parliament more broadly.”

Qui sta il punto: per criticare l’azione delle amministrazioni e della politica locale non basta rimanere “nell’astratto”, ma andare sul concreto.  Cioè studiare, analizzando i progetti a partire dagli open data disponibili ed entrando nel merito delle ragioni per cui quei fondi sono stati destinati e degli obiettivi che hanno guidato quella politica. E poi verificare, andando fisicamente a esaminare le modalità reali in cui i progetti sono realizzati e pubblicando la propria opinione e i propri suggerimenti.
In questo modo si scoprirà che il coinvolgimento delle comunità locali, che vediamo nascere in questi mesi, porta risultati molto più vicini alla collaborazione con le istituzioni che non allo scontro o alla semplice denuncia.  Anche, in particolare in questi giorni, con le istituzioni europee.

 

2 Maggio: Monithon al Festival del Giornalismo di Perugia

Nuovo Monithon in arrivo per il Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia. Se siete interessati a monitorare come sono stati spesi i fondi europei nella città di Perugia, vi aspettiamo il 2 maggio presso l’Hotel Rosetta che, dalle 9.00 9.30 alle 18, sarà sede di un hackathon giornalistico, organizzato da DataNinja, DataMediaHub in collaborazione con il quotidiano La Stampa (Informazioni dettagliate sull’evento qui). I gruppi di lavoro opereranno su questi temi: mafia, sanità, performance delle imprese con i dati Istat, ricerca e innovazione.

Il gruppo Monithon partirà come sempre dal territorio alla ricerca dei progetti finanziati con fondi europei pubblicati su OpenCoesione.

Il tema scelto per il Monithon perugino. Quelli del Festival di Giornalismo sono giorni di intenso scrivere, twittare e condividere online correndo tra una conferenza e l’altra. Chissà quanti dei partecipanti hanno aggiornato i loro blog trasportati dalle scale mobili all’interno della Rocca Paolina.

Tra i progetti finanziati nel territorio perugino abbiamo quindi scelto per questa giornata il tema dell’Agenda Digitale, ovvero come sopravvivere al Festival Internazionale di Giornalismo senza il 3G?

Tra i progetti finanziati nel territorio di Perugia spiccano infatti quelli dedicati a questo tema:

    • E’ in corso di realizzazione a Perugia e Terni un progetto per la sperimentazione e diffusione di un modello per la realizzazione di una rete WiFi pubblica composta di HotSpot per l’accesso gratuito a Internet.  Qui la mappa degli Hotspot cittadini.

Ma il tema “digitale” è solo una proposta! Chiunque può proporre un progetto pubblico a Perugia a partire dalla lista dei progetti di OpenCoesione. Nel Comune di Perugia ci sono oltre 3500 progetti di sviluppo finanziati da fondi europei e nazionali tra cui scegliere!
Ad esempio, passeggiando per la città, vi siete mai accorti che questi luoghi beneficiano dei fondi europei?

Il programma della giornata. Le attività previste per il workshop saranno quelle di una vera redazione: ricerca “desk” al mattino e visita sul campo a pomeriggio con interviste e raccolta di materiale fotografico e multimediale. A fine giornata pubblicheremo insieme il materiale raccolto sottoforma di report di monitoraggio utilizzando la piattaforma www.monithon.eu.

Sabato 3 Maggio alle 12 i partecipanti al Monithon racconteranno le attività svolte in un panel dedicato.

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Photo by Stefano Parmesan